Intelligenza artificiale: la Comunicazione della Commissione Europea

La Commissione intende migliorare la condivisione dei dati ed il loro riutilizzo, puntando sull'intelligenza artificiale, 
con particolare interesse al settore pubblico ed ai dati inerenti la salute e la ricerca. Ma chiama a raccolta anche
il settore privato per raggiungere ambiziosi obiettivi.

Nella Comunicazione di ieri 25 aprile 2018, la Commissione europea propone un approccio europeo all’intelligenza artificiale basato su tre pilastri:
1. essere all’avanguardia degli sviluppi tecnologici e incoraggiare l’adozione da parte dei settori pubblico e privato
La Commissione sta aumentando gli investimenti annuali nell’IA del 70% nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Orizzonte 2020. Raggiungerà 1,5 miliardi di EUR per il periodo 2018-2020. Lo farà per:
– collegare e rafforzare i centri di ricerca AI in tutta Europa;
– sostenere lo sviluppo di una “piattaforma AI on demand” che fornirà accesso a tutte le risorse di intelligenza artificiale nell’UE per tutti gli utenti;
– sostenere lo sviluppo di applicazioni AI in settori chiave.
Al contempo verrà sostenuta dagli sforzi che ciascun Stato membro e ciascun settore privato effettuerà per raggiungere obiettivi analoghi.
Data l’importanza strategica dell’argomento e il sostegno mostrato dai paesi europei che hanno firmato lo scorso 10 aprile 2018 la “dichiarazione di cooperazione” nella giornata digitale (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria), la Commissione ritiene che unendo le forze a livello europeo, si riuscirà a raggiungere tutti insieme, l’obiettivo di pervenire ad oltre 20 miliardi di euro all’anno nel prossimo decennio.
2. prepararsi ai cambiamenti socioeconomici determinati dall’IA
Per sostenere gli sforzi degli Stati membri responsabili delle politiche del lavoro e dell’istruzione, la Commissione Europea intende:
– sostenere le partnership di business-education per attrarre e mantenere più talenti di intelligenza artificiale in Europa;
– istituire corsi di formazione e riqualificazione dedicati per i professionisti;
– prevedere cambiamenti nel mercato del lavoro e disallineamento delle competenze;
– supportare le competenze e le competenze digitali in scienza, tecnologia, ingegneria, matematica (STEM), imprenditorialità e creatività;
– incoraggiare gli Stati membri a modernizzare i loro sistemi di istruzione e formazione.
3. garantire un quadro etico e legale appropriato
Alcune applicazioni AI possono sollevare nuovi scenari di natura etica e giuridica, relative alla responsabilità o alla correttezza del processo decisionale. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) è un passo importante per creare fiducia e la Commissione europea intende proseguire nella chiarezza giuridica nelle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Nel 2019 la Commissione svilupperà e renderà disponibili pertanto:
a. Linee guida sull’etica di AI;
b. Guida all’interpretazione della direttiva sulla responsabilità del prodotto.

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